martedì 11 giugno 2013

MES: AIUTI ALLE BANCHE?



Secondo un documento visionato da Reuters, il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, utilizzerà tra i 50 e 70 miliardi di euro delle sue risorse per ricapitalizzare direttamente le banche della zona euro.
I leaders europei hanno dichiarato che se un governo non è in grado di recuperare fondi propri per paura di un ulteriore indebitamento sul mercato il quale potrebbe mettere a rischio la sostenibilità del suo debito pubblico allora subentrerebbe il MES con una capacità di prestito di oltre 500 miliardi di euro.
Le regole e le condizioni su come tali ricapitalizzazione potrebbero avvenire devono essere ancora decise dai ministri delle finanze della zona euro a fine mese, in una riunione a Lussemburgo.
Abbiamo già accennato al MES (o ESM) in un articolo precedente e sappiamo molto bene che questo fondo è nato per aiutare gli stati, i vari governi (non a caso è stato rinominato Fondo Salva Stati) e mantenere la stabilità dei 17 paesi ma come sospettavamo il suo utilizzo, al momento, viene rivolto verso le banche e i suoi movimenti decisionali interni rimangono oscuri al pubblico.
La trappola che il MES costituisce per l'euro ed in particolare per i singoli stati europei non è ancora chiara a molti. Ben presto ne sentiremo gli effetti.
Purtroppo questo non viene neanche evidenziato a gran voce dai media nazionali (guarda caso) ma non vi preoccupate alcuni politici (chi, non è dato sapere) dell'euro zona hanno già annunciato che metteranno un limite alla quantità di denaro che il MES potrà usufruire per la ricapitalizzazione diretta delle banche, visto che questa forma di aiuto mangia un'elevata quantità di risorse e in maniera troppo rapida che il Fondo potrebbe erogare ai governi.
Adesso possiamo dormire sonni tranquilli.

UNO SGUARDO ALLA SIRIA




Nel corso del 2011, in Siria, sono scoppiate le prime sommosse popolari che hanno portato ad una guerra civile senza un'apparente via di uscita. Il partito Ba'th che è al governo dal 1963 con a capo il Presidente Bassar Al-Asad ha cominciato a traballare con la nascita della cosidetta primavera araba che dalla Tunisia si è espansa in quasi tutto il magreb e oltre.

lunedì 10 giugno 2013

SHOPPING CINESE AL TESORO



Apprendiamo dal sito La Notizia che è previsto l'incontro al dicastero di via XX settembre (Ministero Economia e Finanza) con la delegazione di dirigenti dello Shanghai Administration Institute per il prossimo 18 giugno. Per l'Italia parteciperà Vincenzo La Via, direttore generale del Tesoro, Cesare Romiti, ex capo della Fiat e oggi presidente della Fondazione Italia-Cina e Alberto Forchielli, direttore di Mandarin Capital Partners.
L'incontro è incentrato sulla valutazione, da parte della delegazione cinese, d'investimenti in società che gestiscono reti, come la Cassa depositi e prestiti (controllata al 70% dal Tesoro e il restante da fondazioni bancarie), la quale vanta partecipazioni importanti: Enel, Eni, Snam e Terna.
I rapporti commerciali tra Pechino e Roma sono in continua crescita e "l'invasione commerciale" desta non pochi sospetti.
Nel 2004, ad esempio, è entrata una solida presenza in Italia nel campo digitale: l'Huawei, azienda leader nelle soluzioni d'information e communication technology e la sede italiana attualmente conta più di 500 dipendenti. Infatti, come afferma l'articolo, non sarebbe un caso se all'incontro vi fosse la partecipazione anche di George Zhao Ming, manager dell' Huawei Italia.
La speranza, ovviamente, è che le società cinesi che investiranno nel territorio italiano, facciano leva sulle risorse e sui talenti locali, garantendo benefici alle comunità in cui operano e svolgendo un ruolo importante per la crescita economica italiana e non il classico banchetto per spartirsi i nostri migliori asset ed industrie per svuotarle di ogni italianità come è già successo con altri paesi europei e non.
Purtroppo la conferma di un esito positivo sarà solo il tempo a darcela. Dal canto nostro continueremo a monitorare.

venerdì 7 giugno 2013

IL SOLITO BALLETTO!





Quasi due mesi sono passati dall'entrata del governo Letta e ancora non  c'è stata una proposta concreta per risollevare le sorti del paese. Nessuno chiede provvedimenti immediati e promesse roboanti ma di certo non vi è traccia o qualche segno tangibile di disegni atti a modificare, anche nell'arco di un determinato periodo, "l'impasse" (per usare un eufemismo) economico-sociale attuale, è veramente assurdo.

giovedì 6 giugno 2013

KEYNES: RITORNO ALLE ORIGINI




La portata della crisi finanziaria scoppiata nel 2008 ed originatasi negli Stati Uniti con lo sgonfiamento della bolla immobiliare e contemporaneamente all'insolvenza di molti possessori dei mutui subprime, ha sortito ripercussioni decisamente negative per le teorie economiche dominanti.

mercoledì 5 giugno 2013

REFERENDUM: PRIMA L'ITALIA POI L'EURO





Di Roberto C.

Relativamente all’eventuale referendum nazionale, proposto dal M5S, sulla volontà di uscire dall’Euro o meno, vorrei fare alcune considerazioni in merito.
Ritengo, in questo momento drammatico per l’economia nazionale, che tale consultazione sarebbe prematura ed una perdita di tempo nell’affrontare tesi, se pur autorevoli ed interessanti, di economisti che si dibattono in una diatriba prettamente e solamente teorica, per definire se, oggi con il sistema politico che ci governa sia in Italia che in Europa, l’uscita o meno dall’Euro porterà benefici futuri o salverà l’andamento economico italiano.

martedì 4 giugno 2013

M5S: REFERENDUM SULL'EURO




Il Movimento 5 Stelle ha proposto un referendum propositivo senza quorum per sapere dagli italiani se vogliono rimanere nell'euro oppure uscire.